LE VIE DEI TESORI: TRE FINE SETTIMANA PER SCOPRIRE LA SICILIA

LE VIE DEI TESORI: TRE FINE SETTIMANA PER SCOPRIRE LA SICILIA

LE VIE DEI TESORI: TRE FINE SETTIMANA PER SCOPRIRE LA SICILIA

Dopo la conferenza stampa tenutasi a Palermo al Grand Hotel Et Des Palmes, pubblichiamo il programma.

La conferenza stampa si è svolta all’Hotel et des Palmes per annunciare l’accordo di partenariato tra Mangia’s e Le Vie dei Tesori: la grande catena alberghiera che ha appena acquisito lo storico albergo di lusso ha affidato alle Vie dei Tesori l’incarico di realizzare il ventaglio di attività che saranno proposte agli ospiti del Grand Hotel et des Palmes, che con  Palazzo Favaloro-Gallo, edificio del 1908 tra via Roma e via Cavour entrerà nel circuito del festival. “È stata una delle prime idee quando abbiamo acquisito questo albergo storico - dice il presidente e Ceo di Mangia’s, Marcello Mangia -. Facciamo ospitalità ma il nostro tesoro è il territorio: siamo felici di aprire il Grand Hotel et des Palmes alla città con le Vie dei Tesori”. L’idea è quella di un’esperienza diffusa che valorizzi la storia e i legami del Grand Hotel et des Palmes con Palermo. Tra i suoi ospiti, Oscar Wilde, Richard Wagner, Renato Guttuso, Al Pacino, ciascuno dei quali ha lasciato nelle stanze e nella città uno straordinario patrimonio culturale immateriale.

Poi via al festival: nel fine settimana del 26 e domenica 27 aprile si potranno scoprire artigiani e sapori a Sambuca di Sicilia; il laboratorio di restauro del libro antico, le chiese di rito bizantino, la storia della scuola di iconografia a Mezzojuso (new entry di quest’anno); ascoltare le storie degli abitanti di Valledolmo; inerpicarsi sui Nebrodi, per osservare da (relativamente) vicino i grifoni ad Alcara Li Fusi o perdersi tra i vicoli arabi di San Piero Patti; gustare un cannolo a Piana degli Albanesi e andar sulle orme di donna Eleonora a Contessa Entellina. A Ciminna si sfogliano le foto dal set del Gattopardo e a Isnello ogni chiesa pare un merletto di stucco.

 

Il ponte del Primo maggio sarà un’ottima ragione per raggiungere (sabato 3 e domenica 4), la costa trapanese dove si va verso Calatafimi Segesta per riscoprire uno dei bagli dove si produceva il marsala dei Florio; a Custonaci per scendere tra stalattiti e stalagmiti con gli speleologi. A Montelepre si impastano scacciate e dolci promesse; a Balestrate si visitano le piantagioni di mango. Nel cuore della Sicilia, ecco Sutera dove ci si muove tra dammusi e ghittene, e Delia che sa di pane fragrante; di nuovo sui Nebrodi per scoprire la commovente bellezza di un monastero basiliano a Frazzanò. Nel Siracusano c’è un borgo piccino, Giarratana, dove hanno dedicato un museo gioiello all’emigrazione.

 

L’ultimo fine settimana sarà sabato 10 e domenica 11 maggio, e stavolta la scelta sarà parecchio ardua perché i borghi coinvolti sono tanti: si gusta la ricotta dei record a Chiusa Sclafani, si cercano il Bamminu a Giuliana e le tracce di Frank Capra a Bisacquino; sulle Madonie si resta attoniti dinanzi allo Spasimo di Sicilia a Gangi, si assaggia il Fiorello a San Mauro Castelverde, si contano i conventi a Geraci Siculo e si visitano le sculture di sale in miniera a Petralia Soprana. Si va per aziende a Camporeale, sulle tracce di Santa Rosalia a Santo Stefano Quisquina, ci si sente piccini su un’immensa panchina a Bivona, e ci si tuffa nel colore degli stucchi barocchi di Alessandria della Rocca (la seconda new entry di questa edizione).

E ancora, si scopre come si fondono le campane e si fa il giro dei ceramisti a Burgio; come viveva una famiglia alto borghese nell’800 come i Daino a Caltabellotta; a Sant’Angelo Muxaro si entra nelle grotte gessose e a Siculiana si cercano le tracce di Ayrton Senna. Senza dimenticare la piccola Mirto sui Nebrodi con la sua collezione d’abiti d’epoca; Centuripe che pare disegnata da Leonardo e apre il suo straordinario museo archeologico, Piedimonte Etneo con i borghi satellite che grondano miracoli.

Per i borghi sono previsti pullman da Palermo e Catania, secondo un preciso calendario consultabile su www.leviedeitesori.com: si partirà comodamente con una guida che farà scoprire tradizioni, luoghi e ricette. Ovunque ad attendere i visitatori, ci saranno giovani innamorati dei borghi, animati dalla voglia di mostrare, raccontare, rendere viva ogni esperienza. Il loro coinvolgimento fa parte del processo di rigenerazione sociale e di riappropriazione identitaria che Le Vie dei Tesori conduce insieme con i Comuni.

E siccome il cibo è una delle memorie più salde e preziose, si potranno assaggiare ovunque i cibi della tradizione, scoprendo che ‘mbriulata durava settimane nelle bisacce dei contadini di Sutera, che la pasta antica non è salata ma è un dolce squisito di Montelepre, che le dame ebbero dedicate corone dolci a Delia, e i pani votivi di Valledolmo sono difficili da preparare, ma lo si fa tutti insieme. E ovunque si potranno seguire laboratori gastronomici, partecipare a percorsi, ripercorrere le proprie radici.

Le Vie dei Tesori ha messo a disposizione dei festival dei Borghi l’efficienza di una rete già consolidata e l’esperienza organizzativa di una manifestazione che quest’anno festeggia la sua 19° edizione, tra le più importanti rassegne di valorizzazione e rigenerazione culturale del Paese.  Borghi dei Tesori Fest è smart e digitale, con un unico coupon valido per le visite in tutti i luoghi – esperienze e passeggiate hanno un coupon dedicato - che apriranno le porte. Come nel Festival delle città, un coupon da 18 euro varrà per 10 visite, un coupon da 10 euro per 4 visite; meglio prenotare, soprattutto per le degustazioni. I coupon saranno disponibili sulla piattaforma delle Vie dei Tesori e negli infopoint in ciascun borgo.

Schede dei diversi luoghi, esperienze e passeggiate nei borghi, e tante curiosità su www.leviedeitesori.com, dove si potrà trovare anche ogni altra informazione sul festival e il calendario degli itinerari in bus. Un portale, aggiornato quotidianamente, da consultare con attenzione per costruire il proprio itinerario.

Foto e testi: Ufficio Stampa